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No poverty, a Torino Zed1 realizza il primo Global Goal dell’ONU

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Ve la ricordate “Life below water”, l’opera realizzata a Torino da Mr. Fijodor per rappresentare, in collaborazione con Lavazza, il 14esimo Global Goal dell’Onu? Ebbene, il progetto non è certo finito lì e, anzi, in questi giorni Zed1 ha aggiunto alla collezione dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile la sua opera, che racconta il primo di tali Global Goal.

“Sradicare la povertà non è un compito di carità – si legge sul sito – ma è un atto di giustizia e la chiave per liberare un enorme potenziale umano. Eppure, quasi la metà della popolazione mondiale vive in povertà e la mancanza di cibo e di acqua pulita uccide migliaia di persone ogni giorno all’anno. Insieme possiamo sfamare gli affamati, eliminare le malattie e dare a tutti nel mondo la possibilità di prosperare e vivere una vita produttiva e ricca”. Garantire che i più poveri e deboli siano protetti da calamità come la mancanza o la perdita del lavoro, che abbiano accesso alla terra da coltivare, ai servizi fondamentali come le cure mediche, al lavoro e alle tecnologie, ma anche lavorare assieme perché i poveri siano protetti dagli effetti di eventi estremi legati al clima, come siccità e alluvioni, diventano quindi i temi portanti dell’opera “No poverty”.

“Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo – raccontano gli organizzatori – non è solo una questione economica, anzi. La povertà può presentarsi sotto molte forme ed avere differenti cause scatenanti come le guerre, la fame, l’accesso limitato ad un’istruzione adeguata, le condizioni sociali o culturali, la discriminazione o la mancanza di partecipazione nei processi decisionali. Nel corso del 2014, 42.000 persone al giorno hanno abbandonato la propria casa a causa di conflitti. Oggi circa 836 milioni di persone nel mondo vivono in condizioni di estrema povertà, con meno di 1.25$ al giorno e la stragrande maggioranza di questi sono concentrati in paesi fortemente sfruttati nelle regioni subsahariane o dell’Asia meridionale.


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