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Key Gallery incontra Fra Design, tra la doodle art e l’arte dell’errore

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Dopo due articoli di presentazione e altrettanti giorni di full immersion nel vortice di Affordable Art Fair, è tempo di bilanci per noi di Another Scratch In The Wall, che abbiamo lavorato nella kermesse internazionale come ospiti di (e grazie a) Key Gallery. Abbiamo deciso di farlo con una serie di interviste agli artisti presenti in fiera assieme alla galleria di Isola, la stessa che ha dato vista alla rassegna Urban Connection per un vero e proprio viaggio a 360 gradi nel mondo dell’arte di strada.

Il primo artista che intervistiamo è anche quello che al mondo della strada è arrivato per vie traverse, forse più durante il suo percorso di crescita artistica che non come background dal quale partire per evolversi verso altro. Lui è Fra Design, laureato in Grafica Pubblicitaria e Direzione Artistica alla NABA di Milano e che, come lui stesso dice, nel 2014 ho scoperto e si è avvicinato alla “doodle art”, che ama definire “arte dell’errore”.

Un errore?

Tutta la mia attività è nata un po’ per caso: dopo la laurea, mentre lavoravo in un ristorante per pagarmi l’affitto, mi hanno rubato il pc. Dentro c’erano i miei lavori, i miei studi, il mio portfolio… ciao. Desolato e squattrinato decido di comprarmi un taccuino economico e dell’inchiostro nero e lì inizio a buttare giù le mie idee. In quell’epoca lavoravo in un locale di Brera e avevo notato che alcuni clienti mi chiedevano chi fosse l’autore delle opere che io stesso facevo, il che si sposava con tutto quello che di branding e direzione artistica avevo studiato. Insomma, ho iniziato a ragionarci, ho pensato che quello che facevo poteva essere un prodotto fortissimo e non più solo arte prodotta da un artista, il che mi ha dato la spinta per proseguire, forte di tanta autoconsapevolezza e voglia di migliorarmi.

Non sei, dunque, un artista che nasce nella scena urban, ma, volente o nolente, tutti rivedono nella tua produzione qualcosa a essa affine. Come mai, secondo te?

Ho diversi punti di contatto con quanto tu dici: per esempio, le mie cose sono super economiche, la mia lavorazione è veloce come veloce è la città, il mio pubblico ha un target di età e non solo molto vasto proprio come quello della strada, la mia arte piace al bambino quanto all’anziano, tutta la mia arte nasce come un passatempo.

Mi è piaciuta la parte sulla velocità: non solo la città è veloce ma lo è anche chi lavora nella piena illegalità

Eccerto, il tempo è denaro… nel vero senso della parola! All’inizio più cose riuscivo a fare e più potevo guadagnare per autopromuovermi e sostentarmi. Il discorso della velocità, poi, si è accentuato con l’anno scorso, quando ho iniziato a fare le prime murate. L’ultimo che ho fatto l’ho chiuso sotto Natale: avevo poco tempo per farlo ed ero a casa di un amico, quindi non mi potevo permettere il lusso di essere super preciso come accade quando lavoro per i brand. Ebbene, il fatto di avere solo due giorni di tempo mi ha reso super veloce e sai cosa ho scoperto? Che l’imprecisione dettata dalla velocità mi piace. Ho pure fatto un video che ha messo su Instagram e ho scoperto che è piaciuto moltissimo e, con lui, l’imprecisione.

Potrà sembrarti una domanda banale, ma io ci provo lo stesso: di certo saprai stupirmi. C’è un artista a cui ti ispiri?

Per nulla, ho fatto il liceo scientifico e mi sento totalmente ignorante in materia! Una cosa che ha giocato a mio favore è che da piccolo ho avuto meno giocattoli e più pennarelli, mentre una cosa che mi ha ispirato all’inizio è stato un cd dei Ministry of Sound tutto doodleato, ma altro non so. C’è anche da dire che solo negli ultimi 5 anni ho capito di avere una bella mano, ma nel corso di questi 5 anni ho preso spunto un po’ da tutto.


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