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A Bologna Atlas of Transitions presenta HOME, aperto dal Referendum di Tania Bruguera in collaborazione con CHEAP

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Da oggi al 10 marzo è indetto un Referendum a Bologna. Con tanto di cartelloni affissi in via Irnerio, via dell’Abbadia e viale Ercolani a darne notizia. Ma per quanto qualche irreprensibile (e un po’ cieco) della democrazia diretta si stia già fregando le mani, forse rimarrà un po’ contrariato sulla forma scelta e, soprattutto, sul contenuto del quesito referendario.

Referendum è, in realtà, una performance dell’artista e attivista cubana Tania Bruguera che, per dieci giorni e simulando proprio la forma del referendum, chiamerà gli abitanti bolognesi a esprimere il proprio voto su una questione riguardante la migrazione: quest’ultima è nata da un dibattito pubblico che ha coinvolto realtà del territorio, attivisti, operatori impegnati nell’accoglienza e cittadini, attraverso tre incontri assembleari che si sono svolti nel mese di gennaio e che hanno condotto, dopo un intenso dibattito, alla formulazione di un quesito referendario. “I CONFINI UCCIDONO. DOVREMMO ABOLIRE I CONFINI?” è la domanda che ne è uscita: rispondendo “SÌ” o “NO”, durante i dieci giorni sarà possibile votare in diversi punti della città, mentre un tabellone segnerà i risultati giornalieri delle votazioni, rendendo visibile la risposta urbana alla domanda e monitorando l’orizzonte di scelta dei partecipanti.

Referendum, poi, prevede un’azione speciale di CHEAP: il nostro collettivo preferito di Poster Art, infatti, ha previsto un’installazione affissiva site-specific di poster nel circuito delle bacheche di Cheap on Board proprio nelle vie sopra menzionate. Qui le foto del bravissimo Michele Lapini.

Lo spoglio finale, comprensivo di festa, avrà infine luogo il 10 marzo, a partire dalle 22, al Granata Made in Woman in via San Rocco 16, con tanto di dj-set a cura di Atlantico Festival: qui Federico de Felice, ideatore di Atlantico Festival, assieme a Cristian Adamo, Katia Golovko e Centro Sociale TPO, proporranno un viaggio intenso nel Sud del mondo attraverso le musiche del continente africano e delle numerose diaspore nere nelle Americhe, nei Caraibi e in Europa.

Ma Referendum non è un’azione estemporanea e fine a sé stessa. Esso infatti si inserisce nel nuovo festival HOME, parte di una più grande kermesse che è quella di Atlas of Transitions, progetto internazionale promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione con Cantieri Meticci e Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna (programma Creative Europe): in partnership con sei paesi europei (Polonia, Belgio, Francia, Svezia, Albania e Grecia), Atlas of Transitions interroga le trasformazioni culturali legate al fenomeno migratorio, sperimentando modelli di reciprocità tra culture diverse, tra cittadini europei e nuovi arrivati.

È, appunto, il caso di HOME, realizzato per la cura di Piersandra Di Matteo: in questa nuova veste, il festival indaga lo spettro ampio della nozione di “casa”. Privo di aggettivi, questo titolo si declina, di volta in volta, in relazione alla condizione di “lasciare casa” o di “essere-a-casa”, di “sentirsi o non sentirsi a casa”, guardando alle rappresentazioni dello spazio domestico. E lo fa attraverso performance che chiamano in causa gli abitanti di Bologna (come Referendum), debutti nazionali di artiste provenienti dall’Africa sub-sahariana, esperienze corporee condivise e workshop, concerti e film, incontri e seminari, un convegno internazionale, una residenza di creazione, una masterclass per attori, un edit-a-thon collettivo promosso da adolescenti e l’istituzione di una scuola temporanea per apprendere e sperimentare saperi e pratiche culturali dei paesi d’origine dei migranti.

Analizzando il confine tra arte e attivismo, HOME sceglie di rendere protagoniste performer, coreografe, cantanti provenienti da Costa d’Avorio, Mali, Estonia, Ruanda, Siria, Palestina, Cuba, molte delle quali presentano il proprio lavoro in Italia per la prima volta; instaura un dialogo diretto con le comunità straniere e le loro associazioni portatrici di sapere, sostenendo i percorsi creativi delle seconde generazioni. Un orizzonte declinato al femminile, che coinvolge, attraverso momenti di dialogo e riflessioni anche attiviste, studiose, operatrici che lavorano in progetti di valorizzazione della diversità e sui diritti e discriminazioni di genere.

Quest’anno HOME prende vita in contemporanea con la XIV edizione di VIE Festival, con l’obiettivo di intersecarne la programmazione. Due sguardi, due progetti che, nella loro autonomia e identità, dialogano per dar vita a possibili interazioni tra pubblici, luoghi e proposte artistiche diverse e molteplici nel segno dell’inclusività.


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