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StealThisPoster: al Macro Asilo di Roma il progetto di subvertising guidato da Hogre

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La falce e il martello, emblematici simboli del comunismo, piegati fino a diventare l’iconica “M” della multinazionale McDonald’s. Il logo della Hennes & Mauritz AB, la H&M svedese, con, a fare da sfondo, le sagome di Hitler e Mussolini. Il logo della compagnia aerea di bandiera dell’Emirato Arabo di Dubai che da Emirates diventa Emigrates. LIDL che diventa DILDO. Il pay off di Nike, Just Do It, con, al posto della freccia, un piede di porco.

Sono solo alcune delle tante, geniali e soprattutto esenti da diritti d’autore, fruibili e scaricabili immagini che costellano il microcosmo di StealThisPoster, progetto artistico a cura di Nero Gallery che verrà presentato domani, sabato 7 dicembre, al Macro Asilo di Roma dallo street artist romano Hogre (fondatore del progetto assieme a un gruppo di attivisti dal nome subvertising) e da Special Patrol Group. Installazioni artistiche che si pongono l’obiettivo di analizzare e criticare le grandi multinazionali e i loro modi di gestire la pubblicità, veicolando le informazioni per la massa. “Sovvertire la pubblicità”, insomma, attraverso una pratica di hackeraggio e pirateria degli spazi pubblicitari e istituzionali, quali cartelloni e pensiline delle aree metropolitane.

La giornata di apertura partirà con una videoproiezione sullo schermo centrale della Sala principale, durante la quale sarà possibile assistere ad una serie di video inerenti il tema del subvertising. In concomitanza, nella Sala Cinema si svolgerà, dalle 19.00, la conferenza a cui saranno presenti vari esponenti del movimento e critici del Situazionismo.

“Il subvertising – spiegano gli organizzatori – gioca sulla capacità di tradurre i segni in significati: sfruttando le associazioni che provocano determinati accostamenti di forme e colori impressi nell’immaginario collettivo, i subvertiser dirottano il significato di tali associazioni modificandone il segno, per portare il pubblico a conclusioni opposte dall’abitudinario. Il termine stesso deriva dalla crasi dei vocaboli anglosassoni subvert (sovvertire) e advertising (pubblicità) a indicare la pratica di “vandalizzazione creativa” di manifesti pubblicitari, una forma di sabotaggio culturale tipico della culturajamming, adoperata da diversi collettivi e movimenti artistici contro il sistema consumistico della società e il monopolio della pubblicità nello spazio visuale urbano”.

Non è un caso, dunque, che lo stesso StealThisPoster sia un progetto d’archivio e una raccolta di grafiche di subvertising esenti, come accennavamo, da diritti d’autore, fruibili e scaricabili dagli utenti del sito stealthisposter.org. Un archivio esplicitamente fondato con lo scopo di incentivare il furto delle immagini al fine di privarle della proprietà e renderle accessibili a tutti in maniera gratuita.


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