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L’opera di SeaCreative per RAME Project a Bassano del Grappa

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Identificare, attraverso una stratificazione di concetti e segni, il tessuto culturale di una città, specie in una zona così ricca di “materiale umano” com’è quella della stazione ferroviaria. Con questo intento il varesino Fabrizio Sarti, in arte SeaCreative, ha realizzato, questa estate, la sua opera all’interno del progetto RAME, attivo dal 2017 nel Comune di Bassano del Grappa.

“L’idea del pezzo – mi spiega – è quella raccontare, attraverso le mie immagini, il luogo in cui viene creato: la stazione FS di Bassano del grappa, vista come andirivieni di persone con culture differenti, lavori differenti, etnie differenti, motivi differenti per venire in città ma che tutti accomunati da un unico intento, ossia quello di interagire con il territorio in cui l’opera è realizzata. Per farlo ho usato la mia ormai consolidata tecnica degli strappi: i livelli che ho usato passano da quelli un po’ più figurativi a quelli un po’ più grafici, con tinte piatte e pois, fino ad arrivare a livelli di lettering che riportano alcune parole che mi sono state suggerite dai passanti durante la giornata. Più livelli, dicevo, che sono tuttavia uniti tra loro per creare un’unica opera omogenea, vista nel suo insieme e composta da più entità. Il taglio che ho voluto dare, infine, è stato il più dinamico possibile, dal momento che tratta di un’opera molto lunga che accompagna lo spettatore nella passeggiata dalla stazione alla città”.

RAME Project, dicevamo: ma di cosa si tratta? Si tratta di un progetto che mira alla rigenerazione e allo sviluppo culturale degli spazi, meglio se trascurati o dimenticati dalla quotidianità. Interventi di arte urbana, che recuperano e rivalutano scorci cittadini con i linguaggi della cultura underground, graffiti e street art. “Ogni città – si legge sul loro sito – ha spazi residui. Ogni centro ha pareti vuote. Ogni contesto urbanistico, antico o moderno, genera interstizi e fratture, offre superfici inutilizzate, come intervalli nel tessuto delle proprie storie quotidiane. Cemento o metallo, attendono solo di poter rinascere con una nuova anima, per mostrare, in racconti inediti, brandelli inaspettati del genius loci”.


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