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Wet Paint Italian Graffiti, una community per la Golden Age dei graffiti all’italiana

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Valorizzare la scena, costruire una grossa community e creare un vero e proprio data base di opere che raccontano un’epoca d’oro del movimento italiano. È l’obiettivo di Wet Paint Italian Graffiti, archivio (prima ancora che pagina Instagram) nato grazie alla passione per il meraviglioso mondo dei graffiti (pannellame vario, più che altro) degli anni Novanta in tutta Italia.

“Nel 2001 – mi raccontano i fondatori – ci eravamo messi in testa di fare un sito che voleva essere un Art Crimes all’italiana: l’intento era quello di catalogare i graffiti italiani città per città, autore per autore. Un’operazione di certo pretenziosa, ma nella quale credevamo molto, non solo perché avevamo un cospicuo archivio di foto scattate da noi ma anche perché avevamo iniziato a scrivere lettere a fanzine e writer per avere le loro fotografie. Avevamo anche iniziato a disegnare il sito in HTML, ma il nostro sogno di 14enni non si è mai concretizzato per tanti motivi”.

Ma come spesso accade in questi casi, la passione ha la meglio sulla realtà e le foto dei graffiti, pur in assenza di un sito che le potesse contenere, continuano ad aumentare, finché “nel 2017 arriva Instagram – continuano a raccontarmi i fondatori – ed ecco che il nostro sogno di adolescenti diventa un account: 16 anni dopo il primo tentativo siamo dunque andati a rispolverare l’archivio di vecchi CD con dentro pacchi di foto che abbiamo iniziato a pubblicare. Non contenti, abbiamo iniziato a contattare gli artisti, che per un po’ di tempo non ci hanno cagati, ma poi, anche grazie a un lavoro di community management con il quale abbiamo costruito digitalmente un po’ di credibilità, abbiamo destato l’interesse di una buona fetta della comunità del Writing che oggi, per la maggior parte, non solo accetta di darci le sue foto ma ringrazia anche quando si vede pubblicare qualcosa che non sapeva fosse ancora in circolazione”.

Ma è bene fare attenzione: “Non siamo una fanzine, vogliamo puntare sul digitale per riportare alla luce qualcosa che era nei cassetti. Il bello di Instagram è proprio quello di concedere ogni giorno a chi lo usa un piccolo viaggio, di volare con la fantasia”. Dove? “Di certo – proseguono – è più facile trovare il materiale nelle grandi città, ma è anche vero che le grandi città sono coperte bene da altri account e non vogliamo pestare piedi a nessuno. È un mondo, quello della strada, fatto di rispetto, per chi lavora con gli spot, nelle yard e per chi lo spinge, e su questa falsa riga abbiamo deciso di “rispettare” anche le foto, sulle quali non facciamo mai post produzione, e gli artisti, che vengono sempre taggati”.

Insomma, un progetto di interesse e spessore, portato avanti in maniera rispettosa e consapevole da chi ha avuto un piede sempre dentro ai graffiti. E per il quale ci sentiamo di lanciare una vera e propria call to action: artisti, fotografi, o semplici amatori all’ascolto, che ne dite di inviare un po’ di materiale? L’indirizzo mail da usare è wetpaintitaliangraffiti@gmail.com!


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