Dal social al sociale. La storia bella e tutta palermitana di Street Art Factory

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Se l’avessi saputo per tempo ne avrei certamente scritto prima. Ma Street Art Factory è così: per scelta dei suoi ideatori il progetto non stato è pubblicizzato, non in modo massiccio, “perché è in fase di semi attivazione. Vogliamo testare la validità del modello che stiamo portando avanti prima di sbandierarlo in giro: il nostro obiettivo è renderlo auto sostenibile”. Mi pare che questo motivo sia abbastanza valido per perdonare Mauro Filippi, project manager di Street Art Factory, per non averne fatto parola prima.

La poesia di strada? Un attacco alla sicurezza e al decoro. Parola del Comune di Torino

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Colpevole (e quindi punito) per avere affisso poesie in strada. Avete letto bene: protagonisti di questa storia sono Andrea Masiero, in arte Ma Rea, di cui ho già parlato in altre occasioni, e la polizia locale di Torino. La storia, tanto semplice quanto incomprensibile, è la seguente: il primo, dopo avere affisso Poesie Traffico Limitato in zona via Roma a metà aprile, a fine maggio si è visto recapitare a casa due sanzioni amministrative per un totale di 240 Euro da versare direttamente al Comune di Torino.

Nuovo murale di Combo a Parigi. “Macron e Trump? Due bambini”

Interviste

Appena l’ho visto sui media italiani (senza che gli si facesse alcuna menzione) ho subito esclamato: “Combo!”. E infatti l’artista autore del murale comparso due settimane fa a Parigi e raffigurante Macron e Trump post rifiuto americano sugli accordi di Parigi è proprio lui.

Looperfest & ZuartDay: la Street Art al servizio della comunità

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“Quando l’anno scorso avevamo lavorato qui per la prima volta – mi racconta Rendo, passeggiando tra bombolette e installazioni – la strada era uno schifo, c’erano dei pannelli di amianto, i muri erano scrostati. Guarda adesso com’è tutto migliorato”. E a giudicare dalla situazione attuale, di lavoro se n’è fatto tanto e bene.

JR arriva in Italia: ecco i volti multietnici di 269 bambini fotografati dal Collettivo Collirio

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Il blasonato street artist francese JR sbarca in Italia. A Milano per la precisione dove, all’Istituto Comprensivo Statale Scialoia, ha preso vita il progetto “Tutto il mondo in una scuola”: 269 foto che ritraggono i volti di alunni (dai 5 ai 10 anni), maestri e personale dell’istituto in un vero e proprio annuario a cielo aperto. Merito del Collettivo Collirio, action group milanese, e del dirigente scolastico Ida Morello che, assieme a tutto il corpo docenti, si sono messi in gioco partecipando all’Inside Out Project, iniziativa di partecipazione artistica voluta proprio dallo stesso JR.

Conservare e valorizzare: parte da Quattordio il nuovo museo urbano

Interviste

Un progetto nato per caso ma che, grazie al lavoro di esperti e amministrazioni lungimiranti, sta diventando un unicum ammirato da tutta l’Italia, oltre che un punto da cui partire per interventi simili. Parlo di QUA, Quattordio Urban Art, che ha portato nella cittadina piemontese non solo un museo a cielo aperto dotato delle opere degli 11 dei maggiori writer italiani ma anche un più vasto progetto di musealizzazione di opere “datate”, quelle di Delta 2 e Phase 2 Merito del restauro conservativo operato dalle restauratrici Alessandra Carrieri ed Elena Astolfi, proposto dal mondo degli artisti e ascoltato (oltre che avvallato) dal mondo della politica.

33 anni dopo si torna a Quattordio, sulle tracce di Delta 2, Ero, Phase 2 e Rammellzee

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Era il 1984 quando, grazie a Francesca Alinovi, a Bologna tutto aveva inizio: “Arte di frontiera” furoreggiava alla Galleria Comunale d’Arte Moderna e in Italia si aggirava il meglio della scena americana dei graffiti, con nomi del calibro di Delta 2, Ero, Phase 2 e Rammellzee. Furono proprio loro a essere stati invitati dalla IVI, Industrie Vernici Italiane (sponsor dell’evento, acquisita e divenuta nel 1986 PPG) in visita allo stabilimento di Quattordio: qui tra giugno e luglio i writers trascorsero molti giorni in azienda e a contatto con la popolazione, in un paese che mai prima di quel momento aveva conosciuto una cultura tanto diversa. I quattro realizzarono in azienda e in paese molte opere, schizzi e graffiti utilizzando qualsiasi tipo di vernice o resina, applicandoli sui più disparati oggetti, dai pannelli metallici alle tele, passando per le auto, una Vespa e addirittura un pullman, ma la maggior espressione artistica la misero sul muro della piazzetta centrale del paese (oggi Piazzetta Pettazzi), utilizzando bombolette spray.