La poesia di strada? Un attacco alla sicurezza e al decoro. Parola del Comune di Torino

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Colpevole (e quindi punito) per avere affisso poesie in strada. Avete letto bene: protagonisti di questa storia sono Andrea Masiero, in arte Ma Rea, di cui ho già parlato in altre occasioni, e la polizia locale di Torino. La storia, tanto semplice quanto incomprensibile, è la seguente: il primo, dopo avere affisso Poesie Traffico Limitato in zona via Roma a metà aprile, a fine maggio si è visto recapitare a casa due sanzioni amministrative per un totale di 240 Euro da versare direttamente al Comune di Torino.

Nuovo murale di Combo a Parigi. “Macron e Trump? Due bambini”

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Appena l’ho visto sui media italiani (senza che gli si facesse alcuna menzione) ho subito esclamato: “Combo!”. E infatti l’artista autore del murale comparso due settimane fa a Parigi e raffigurante Macron e Trump post rifiuto americano sugli accordi di Parigi è proprio lui.

Conservare e valorizzare: parte da Quattordio il nuovo museo urbano

Interviste

Un progetto nato per caso ma che, grazie al lavoro di esperti e amministrazioni lungimiranti, sta diventando un unicum ammirato da tutta l’Italia, oltre che un punto da cui partire per interventi simili. Parlo di QUA, Quattordio Urban Art, che ha portato nella cittadina piemontese non solo un museo a cielo aperto dotato delle opere degli 11 dei maggiori writer italiani ma anche un più vasto progetto di musealizzazione di opere “datate”, quelle di Delta 2 e Phase 2 Merito del restauro conservativo operato dalle restauratrici Alessandra Carrieri ed Elena Astolfi, proposto dal mondo degli artisti e ascoltato (oltre che avvallato) dal mondo della politica.

Vent’anni di Writing sulla carta: la bella e longeva storia di Arcano2

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Da una parte ci sono i dati che, divulgati esattamente un anno fa dalla Fieg sull’industria italiana dei quotidiani (con un accenno anche ai periodici), parlano di una realtà disastrosa e perennemente marchiata dal segno “meno”. Dall’altra c’è un microcosmo editoriale che, forse sconosciuto ai più, è decisamente in contro tendenza con quanto affermato finora. Non si tratta, in quest’ultimo caso, dell’ennesima effimera trovata digital, o di un prodotto infarcito di pubblicità per riuscire a (soprav)vivere,  quanto di un piccolo mondo antico legato alla vecchia tradizione della carta stampata e alla altrettanto vecchia tradizione dei graffiti: parlo delle fanzine di Writing, che dagli anni Novanta arrivano vive e vegete fino ai giorni nostri, dimostrando di essere, certo, un prodotto di nicchia ma che funziona e viene prodotto, distribuito e letto ancora in grande quantità.

“My good old habits”, ecco le buone vecchie abitudini di Joys e Peeta

Interviste

Vizi, consuetudini, routine quotidiana. Attenersi alle proprie abitudini, senza mai cambiarle, è nella natura umana. Anzi, la pigrizia di mettersi in discussione e la paura di tradizioni altrui, che possano destabilizzare il nostro credo, non permettono il miglioramento della nostra condizione, e tutto ciò che ai nostri occhi appare nuovo e diverso viene allontanato e raramente adottato. Ma cosa succede se a incontrarsi e a mettersi in discussione sono due writer, mostri sacri del genere in Italia?

Da controcultura a main stream: a Roma “Cross the Streets” racconta 40 anni di Writing e Street Art

Interviste, Recensioni

Quella che 20 anni fa era una controcultura guardata con stupore misto a sospetto dal grande pubblico italiano oggi diventa mainstream ed entra in uno dei più famosi musei capitolini: “Cross the Streets”, dal 7 maggio al primo ottobre al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, è infatti la mostra di una piattaforma culturale che getta le basi per una storicizzazione del fenomeno del Writing e della Street Art, tirando le fila del fenomeno artistico e mediatico fra i più influenti degli ultimi quarant’anni.

“Street Vinyls”, in mostra le più belle copertine di dischi disegnate da writer e street artist

Interviste, Recensioni

Chi non si ricorda la celeberrima “banana” di Andy Warhol sulla copertina del primo disco dei Velvet Underground, inserita dalla rivista di musica Rolling Stones nella lista delle “100 migliori copertine della storia”? Eppure forse non tutti sanno che anche Keith Haring, Jean Michel Basquiat, Phase2, Rammellzee e i più recenti Banksy, JR e Obey sono stati autori delle cover di dischi di cui, spesso, hanno seguito anche la produzione. Non è un caso: il legame tra arte e musica è assolutamente indissolubile, specie nella cultura Hip Hop (e poi anche in quella più vicina alla Street Art) in cui non è permesso conoscere una disciplina ed essere all’oscuro dell’altra. Così, a documentare la stretta unione tra le due pratiche con pezzi quasi introvabili è la mostra “Street Vinyls”, dal 4 marzo al primo aprile alla Square 23 Art Gallery di Torino.