La storia di Kbag, Lover e Trip, finita su un lungolinea a Londra

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“Tutti volevano bene a Jack e l’unico conforto che abbiamo è che è morto facendo qualcosa che amava”. Con queste parole la famiglia di Jack Gilbert ha commentato la morte del 23enne dopo che, oltre una settimana fa, la British Transport Police (BTP) ha ritrovato il suo corpo su un tratto di binario sopraelevato tra Brixton e Denmark Hill, vicino alla stazione di Loughborough Junction, a sud di Londra. Assieme a lui anche gli amici Harrison Scott-Hood, di 23 anni, e Alberto Fresneda Carrasco, di 19 anni, sono morti in quello che è stato definito da più parti una vera e propria tragedia, un colpo al cuore o, più semplicemente, qualcosa che succede.

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Urban Art Fair 2018: apre a Parigi la terza edizione della fiera dedicata all’arte urbana

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Dopo il vernissage di ieri sera, apre oggi al grande pubblico la terza edizione parigina di Urban Art Fair: per l’occasione, e fino al 15 aprile, si riuniranno al Carreau du Temple 32 gallerie (di cui 11 nuove) provenienti da otto Paesi di tutto il mondo, per un totale di oltre 200 artisti in mostra.

Viaggio a Ljubljana, tra locali LGBT, Rog Factory e Metelkova

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Altra città, altro tour a tema (anche) graffiti. Questa volta siamo sbarcati a Ljubljana, capitale della Slovenia, una bella cittadella di quasi 300mila abitanti pulita e ordinata, quasi austrica. Insomma, una di quelle che non diresti mai che potrebbe offrire qualcosa di alternativo: e invece, tra centri sociali occupati, locali LGBT, muri liberi e festival di strada, anche qui i graffiti, ma soprattutto la Street Art, proliferano.

Mosaici di Invader rubati a Parigi. I ladri: “Siamo del Comune”

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In un recente articolo della pagina romana de la Repubblica si legge: “Street art, spariti i mosaici dei marziani di Invader”, con particolare riferimento all’Esquilino. Tutto vero, con tanto di testimonianza di una pagina Facebook legata ai fatti di zona e di supposizioni in stile Sherlock Holmes sul reo del “recente” furto. Ma quello che forse i colleghi romani non sanno (o, visto il caldo, fingono di non sapere) è che le opere di Invader sono iniziate a sparire dalla Capitale nel 2010/2012. E che ora, checché ne dicano i media italiani, la vera notizia è un’altra: interessa ancora Invader, ma nella città di Parigi.

Viaggio a Berlino, tra ferrovie, spiagge multietniche e gentrificazione

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Natale con i tuoi e Pasqua.. a Berlino! È andata proprio così: dopo sei anni, durante le ultime vacanze pasquali, sono tornata nella città europea più iconica che conosca, la città degli edifici bombardati e (quasi) mai ricostruiti, del muro, dello zoo, della comunità turca. E, ovviamente, della Street Art. Certo, durante il ponte visitare musei e locali è impresa ardua: ma la strada, per fortuna, non chiude mai e, gambe in spalla, ho girato la capitale tedesca alla ricerca della Street Art, locale e internazionale.

Un gallo per una comunità multietnica. Il regalo di Ozmo ai ragazzi di Miami

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Dall’Italia agli Stati Uniti la strada è breve. Specie si ti chiami Ozmo, sei uno street artist di formazione milanese e porti tutta la tecnica e la bellezza dell’arte nostrana in trasferta negli States. Dopo San Francisco, infatti, anche la città di Miami ha invitato l’artista a realizzare un grande murale: l’opera che ne è nata è “Grab the cock”, dipinta il 10 dicembre scorso e posta all’interno della scuola elementare Eneida M. Hartner, nel cuore dell’art district di Wynwood. Non una scelta causale: la scuola è infatti frequentata da un melting pot di bambini figli di minoranze che vivono al di sotto della soglia di povertà, mentre il protagonista araldico dell’opera, un gallo, è uno dei simboli più cari alla comunità caraibica e cubana che abita nei quartiere attigui.

Olimpiadi Rio 2016, lo street artist tedoforo e la mappa dei murales in città

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Tutto è pronto: gli atleti si sono allenati per mesi, i campi di gioco sono stati misurati con attenzione “olimpica” e i tedofori hanno sfilato per tutta la città di Rio de Janeiro, portando la fiaccola fino al tripode del Maracanà. E proprio lì, tra i bambini delle favelas e gli adulti dei bei palazzi del centro, ci sono anche loro, i murales. Sì, perché nella capitale carioca l’arte di strada non è solo uno strumento di rigenerazione urbana (come ci piace dire in Italia), ma un vero e proprio stile di vita che allontana i più piccoli dal degrado, facendo loro conoscere i principi della legalità, della socialità e dell’amicizia.