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Foto Pezzi

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Intendiamoci: non sono mai stata una professionista, prova ne è che i miei pezzi non hanno mai fatto il “grande passo” sui muri (tranne per qualche rarissimo caso) ma sono sempre rimasti nel buio della mia cameretta. Questa è la prima volta che li scopro, portandoli all’attenzione di un pubblico sicuramente più vasto di quello composto da mia madre e mio padre.

 La mia tecnica non è difficile: l’impianto, realizzato sotto l’effetto dell’ispirazione del momento, è sempre fatto a matita, in modo da potere cancellare o modificare, a disegno finito, tutti i dettagli che stonano con l’organicità del pezzo. La parte più difficile è sempre stata, per me, la colorazione: la mia tecnica preferita è l’acrilico che, tuttavia, sulla carta dei fogli “di risulta” crea un fastidioso effetto a onde per l’acqua con cui sono diluiti; ho così spesso usato anche pennarelli che, se stesi bene, evitano l’effetto a tratti, e le matite colorate la cui mina ho, in alcuni casi, polverizzato e stesa col dito. Immancabile, infine, la linea di contorno: ho perso anche io il conto di quanti pennarelli neri a punta fine ho fatto fuori, ma adoro l’effetto di finitezza, alla Botticelli, di un disegno e tanto più di una scritta.

 Come potrete notare, i disegni sono i più disparati: da quelli con una vena critica alla società del consumo, a quelli di puro divertissement (da leggersi come cazzeggio più totale). Molti, invece, i progetti di grafica: AlternativApertA, o AAA, era il comitato studentesco di cui ho fatto parte, dal 2006 al 2008, al Liceo Classico Parini di Milano; oltre a organizzare le giornate di cogestione, realizzavo per loro qualunque progetto grafico, dal cartello per indicare il cineforum al logo che appariva nella lista dei gruppi da votare al Consiglio d’Istituto e alla Consulta Regionale. E anche dopo aver lasciato il liceo, i miei colleghi più giovani mi hanno chiesto di realizzare il logo per un altro comitato, prosieguo ideale di AlternativApertA: Par.In.I. Per ultimi, i nomi dei miei amici.


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