Banksy, svelata l’identità del solito noto

Nel Mondo, Recensioni

Che Banksy sia un piccolo fuorilegge, paragonabile quasi a Robin Hood, è cosa risaputa. Ma da qui a trattarlo come se fosse un serial killer che miete vittime in incognito ce ne passa: eppure gli studiosi della Queen Mary University of London hanno studiato il fenomeno Banksy utilizzando tecniche avanzate per la localizzazione geografica dei criminali ricercati. E ora sostengono di avere svelato l’ identità del più noto street artist vivente al mondo.

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Occultata l’ultima opera di Banksy, la prima a essere interattiva

Nel Mondo

Non è la prima volta che Banksy si schiera sulla questione dei migranti a Calais: prima con Dismaland, poi con Steve Jobs, nella notte di sabato 23 gennaio l’artista britannico è andato all’attacco del trattamento dei migranti nella Jungle del sud della Francia con una nuova opera, la prima nella storia di Banksy a essere interattiva. Realizzata sulla parete dell’ambasciata francese a Knightsbridge, nel centro della Londra bene, è stata subito coperta.

Cosa ci fa Steve Jobs a Calais? Chiedetelo a Banksy

Recensioni

Non gli è bastato, lo scorso settembre, trasferire la struttura di Dismaland da Weston-Super-Mare a Calais. Qui, nella “giungla” poco fuori la cittadina francese, dove vivono oltre settemila migranti, Banksy ha portato un’altra delle sue opere: questa volta si tratta di uno stancil, il cui grande protagonista è niente meno che il fondatore di Apple, Steve Jobs.

Banksy nel paese delle meraviglie

Recensioni

Come sempre accade quando si ha a che fare con questo artista, la notizia ufficiale sui lavori a Weston-super-Mare era falsa. Da una settimana a questa parte residenti e turisti curiosi erano infatti stati indotti a credere che gli impianti in costruzione nell’ex lido in disuso Tropicana, attrazione nata a sud della cittadina balneare inglese nel 1937 e chiusa nel 2000, facevano parte di un set cinematografico per un thriller di Hollywood chiamato “Grey Fox”. Soltanto qualche avveduto conoscitore aveva usmato la gabola e, qualche giorno prima dell’apertura ufficiale, ne aveva dato notizia sui social al suono dell’hashtag #Dismaland.

Banksy does New York, il film

Recensioni

31 giorni, 23 pezzi, 10 installazioni e milioni di follower sui social media pronti a rintracciare per le strade di New York il loro imprendibile idolo, Banksy. È questa la trama del film (non prodotto né realizzato dallo street artist) “Banksy does New York”, la produzione HBO del regista Chris Moukarbel (qui la sua intervista) : presentata per la prima volta negli States il 17 novembre 2014, la pellicola è finalmente giunta anche in Italia (il lingua originale con sottotitoli in italiano), dove è stata distribuita dal gruppo Wanted Cinema e proiettata ieri sera al circolo Arci Magnolia di Milano.

Dell’imprevedibilità della Street Art

Interviste

Salvaguardare il patrimonio artistico nazionale, comprese quelle opere acquisite da artisti stranieri che sono ormai diventate il simbolo inequivocabile di una grande città italiana. Salvaguardare, insomma, l’unica opera di Banksy in Italia. È il progetto che, a pochi giorni dal deturpamento di un’opera dello street artist in un quartiere periferico di Londra, l’Osservatorio sulla Creatività Urbana INWARD e il comune di Napoli hanno deciso di lanciare per preservare l’opera della capitale partenopea, la Madonna di piazza Gerolomini.