Vandals: di graffiti, videogiochi e… vandali

Recensioni

Kazunori Yamauchi, padre di una delle serie di videogame che ha scritto la storia, Gran Turismo, nel corso di un’intervista ha detto: “I videogiochi sono uno strumento che ci permette di entrare in contatto con altri universi. Grazie ai supporti tecnologici è quindi possibile sperimentare qualcosa che va ben oltre il mondo reale”. E a giudicare da quello che succederà il prossimo 12 aprile, forse ha davvero ragione lui.

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Viaggio a Berlino, tra ferrovie, spiagge multietniche e gentrificazione

Foto, Nel Mondo

Natale con i tuoi e Pasqua.. a Berlino! È andata proprio così: dopo sei anni, durante le ultime vacanze pasquali, sono tornata nella città europea più iconica che conosca, la città degli edifici bombardati e (quasi) mai ricostruiti, del muro, dello zoo, della comunità turca. E, ovviamente, della Street Art. Certo, durante il ponte visitare musei e locali è impresa ardua: ma la strada, per fortuna, non chiude mai e, gambe in spalla, ho girato la capitale tedesca alla ricerca della Street Art, locale e internazionale.

Giulio Regeni? “An Egyptian, like us”. Interview to El Teneen, Naguib and iAhmed

Interviste

Most of the requests from prosecutor in Rome to the Cairo judiciary have been welcomed, but Giulio Regeni’s death still remains shrouded in one of the most sinister of mysteries ever. Yet, three months after the death of 28-year old researcher, who died in Egypt high probably for his university (and uncomfortable) researches on Egyptian trade unions, there are people who still clamoring for justice and truth. They do that with Street Art, in a country far away from theirs:  El Teneen has drawn on a Berlin wall the face of Giulio joined by that cat, battered today and painted by Ganzeer, who accompanied the young man in the known photo that shows them together. With him two other Egyptian artists, Naguib and iAhmed, have made some sketches they hope to transform soon into real murals.

“Homeland”, così i graffiti sbugiardarono il telefilm razzista

Recensioni

I fatti sono andati più o meno così. Nell’estate 2015 la serie americana “Homeland” ha girato tutta la sua quinta stagione a Berlino. Sul set era stato riprodotto un campo profughi siriano al confine tra la Siria e il Libano dove un ex agente della Cia, Carrie Mathison, sarebbe stata impegnata a combattere il terrorismo tra gli Stati Uniti e il Medio Oriente. Per rendere tutto più realistico la produzione aveva chiamato tre street artist,  Heba Amin, Caram Kapp, Stone, a realizzare sui muri del set alcune scritte in arabo.

Lo strano caso dell’eutanasia artistica di Blu

Nel Mondo

È stata argutamente definita “eutanasia artistica” la pratica con cui Blu, writer italiano attivo in tutto il mondo, ha cancellato, nella notte tra giovedì 11 e venerdì 12 dicembre, due dei suoi masterpieces a Berlino, Chain e Brothers: una pratica contraria al lavoro del writer, ma oggi più che mai specchio dei cambiamenti urbanistico-abitativi cui tante zone del mondo sono, volenti o nolenti, sottoposte.