CHEAP e gli artisti di Solo in cartolina per il progetto “Saluti dal Mar Mediterraneo”

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A breve distanza dall’ultimo intervento bolognese, CHEAP torna alla carica con un nuovo progetto, questa volta incentrato su un altro bel temone non da poco. Il progetto si chiama “Saluti dal Mar Mediterraneo” e tutti i manifesti affissi in via Irnerio nella capitale emiliana fanno parte di Solo in cartolina, la campagna di denuncia contro le morti in mare lanciata da un gruppo di giovani creativi italiani per raccontare ciò che succede al largo delle nostre coste e sostenere chi ogni giorno salva le vite dei migranti.

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CHEAP riapre la stagione con “Sta rottura de cojoni dei fascisti”

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“Quella gente lì è un gruppo di fascisti, non so neanche se è un gruppo della zona, stanno qui per manifestare.. sono contro la venuta di questi poracci, che oltre a essersi fatti la navigata, la sosta, mo’ se stanno a fà pure pure diec’ore de pullman e quanno arrivano qua se devono godè pure sta rottura de cojoni dei fascisti che stanno da quell’altra parte”.

Cheap torna a Bologna. E lo fa con il cuore in gola

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Fifa, strizza, timore, preoccupazione, spavento, panico, cacarella. O, in un’unica parola, paura. Quanti sinonimi esistono per descrivere lo stesso stato d’animo, un sentimento di certo poco piacevole ma assolutamente umano e che almeno tutti, una volta nella vita, abbiamo provato?

La fine della kermesse di Cheap: “Le festival est mort, vive le festival”

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La notizia, lo ammetto, mi è arrivata un po’ in stile fulmine a ciel sereno. Un messaggio di Sara Manfredi, la persona dotata di maggior pazienza e tenacia che abbia mai conosciuto nel giro di Graffiti e Street Art, recita: “Senti, io vorrei fare due chiacchiere con te su CHEAP. Ci sono cambiamenti all’orizzonte”.

Agitatevi Project: a Bologna un murale per Antonio Gramsci

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“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.” Così scriveva un allora 28enne Antonio Gramsci sul primo numero de L’Ordine Nuovo. Era il 1919.