“Modificare la norma dell’articolo 639 del Codice Penale Italiano”: ecco la proposta di Wiola

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Ultimo (ma solo in ordine di tempo) è il caso del writer milanese che lo sorso novembre si è visto piombare addosso una condanna definitiva di tutto rispetto: 6 mesi e 20 giorni di carcere per avere “imbrattato muri e vetrine” della zona di Ticinese nel 2012. Fortuna, viene da dire, che il malcapitato oggi vive a Shanghai (dove, per altro, lavora come grafico). Per tutto il resto, basta spulciare negli archivi del Tribunale di Milano e quella che era solo una supposizione diventa realtà: negli ultimi anni le sentenze di condanna per il reato di imbrattamento non hanno potuto prescindere da un aumento della pena previsto dalla legge.

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Frode e Manu Invisible all’Upfest 2017: a Bristol la loro opera è “illegal”

Interviste, Recensioni

Arte, musica, volontariato, charity e bambini, il tutto nella patria della Street Art. Insomma, in una sola parola Upfest Festival 2017, il più grande e libero festival d’arte e graffiti in Europa. Si è concluso lunedì, dopo tre giorni durate i quali il maltempo non ha scoraggiato i 300 artisti provenienti da tutto il mondo a  dipingere in 35 location disseminate tra Bedminster e Southville, a Bristol.

Street Art fuori dal Tribunale. Ma questa volta è tutto legale (e per una buona causa)

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Per la prima volta nella storia, la Street Art entra in un Tribunale italiano senza passare dal banco degli imputati. A Milano, infatti, l’avvocato-writer (nonché avvocato dei writer) Domenico Melillo in arte Frode ha realizzato lo scorso 1 dicembre il primo live painting autorizzato fuori dal palazzo di giustizia. Una tela, tante bombolette.. e l’abito di ordinanza.

La prima volta della street art in Corte di Cassazione

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La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione ha rigettato le richieste della Procura Generale di Milano e ha definitivamente prosciolto l’indagato. Così si è chiusa, martedì 5 aprile, la lunga vicenda giudiziaria di Manu Invisible, writer di origini sarde il cui caso è stato il primo nella storia italiana del movimento a essere passato per i tre gradi del giudizio previsti dalla nostra legge. Una grande conquista, di cui possono andare fieri l’avvocato difensore Giuseppe Quaglia e il legale Domenico Melillo: il primo l’ha assistito in Cassazione, il secondo in tutti e tre i gradi. Con una particolarità: Melillo non è “solo” un avvocato ma anche (e anche lui) un writer.