Il bimbo messicano che sfida Donald Trump: ecco l’opera di JR

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A Tecate, proprio lungo il muro della barriera che divide il Messico dalla Contea di San Diego, una gravissima minaccia incombe sugli Stati Uniti. Una figura gigante, che getta la sua lunga ombra sulle placide terre a stelle strisce e che ha forme malefiche: è la figura di un bimbo dai capelli scuri e dallo sguardo curioso. Così JR, noto street artist francese, si è espresso a modo suo su un recente fatto di cronaca che ha interessato Donald J. Trump: la decisione di sospendere il programma Deferred Action for Childhood Arrivals (o Daca) che, dall’epoca Obama, tutelava gli immigrati irregolari arrivati negli Usa in minore età. Scelta che, come sappiamo, si inserisce in una storica crociata di odio xenofobo che lo stesso presidente USA da sempre porta avanti contro il popolo (anche) messicano.

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JR arriva in Italia: ecco i volti multietnici di 269 bambini fotografati dal Collettivo Collirio

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Il blasonato street artist francese JR sbarca in Italia. A Milano per la precisione dove, all’Istituto Comprensivo Statale Scialoia, ha preso vita il progetto “Tutto il mondo in una scuola”: 269 foto che ritraggono i volti di alunni (dai 5 ai 10 anni), maestri e personale dell’istituto in un vero e proprio annuario a cielo aperto. Merito del Collettivo Collirio, action group milanese, e del dirigente scolastico Ida Morello che, assieme a tutto il corpo docenti, si sono messi in gioco partecipando all’Inside Out Project, iniziativa di partecipazione artistica voluta proprio dallo stesso JR.

Unframed di JR, i volti dei migranti (di una volta) a Ellis Island

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Da New York a Milano, “Ellis”, il film diretto da JR, scritto da Eric Roth e con Robert De Niro, è approdato lo scorso 19 novembre a M^C^O – Nuovo Centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca. Durante la serata, organizzata da Daniele Decia in collaborazione con Emanuele Ferrari e Francesca Tagliabue, la proiezione della pellicola ha permesso di fare qualche riflessione sul nostro passato di popolo migrante verso le rotte dell’America.

Information in Paris is made on walls too

Nel Mondo

In mutilated press freedom Paris, alongside the eight killed in preparing the satirical newspaper Charlie Hebdo, other journalists are now struggling for a fress and accessible to all information. As the director Stephan “Charb” Charbonnier, as cartoonists Jean “Cabu” Cabut, Georges Wolinski, Bernard “Tignous” Verlhac, Michelle Renaud, Philippe Honoré, Mustapha Ourad and as economist Bernard “Oncle Bernard” Maris (not forgetting the two policemen and caretaker killed and 11 others wounded in the morning of January 7, 2015), freelance photojournalists Pierre Terdjman and Girette Benjamin have decided to make their voices to be heard too.

A Parigi l’informazione si fa (anche) sui muri

Nel Mondo

Nella Parigi dalla libertà di stampa mutilata, a fianco degli otto uccisi nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, altri giornalisti da qualche tempo lottano per un’informazione libera e alla portata di tutti. Come il direttore Stephan “Charb” Charbonnier, come i vignettisti Jean “Cabu” Cabut, Georges Wolinski, Bernard “Tignous” Verlhac, Michelle Renaud, Philippe Honorè, Mustapha Ourad e come l’economista Bernard “Oncle Bernard” Maris (senza dimenticare i due poliziotti e l’addetto alla portineria uccisi e gli altri 11 feriti nella mattinata del 7 gennaio 2015), anche i fotogiornalisti freelance Pierre Terdjman e Benjamin Girette hanno deciso di far sentire la loro voce.