Torna Wall in Art: in Valle Camonica le opere di ArtofSool, Moneyless e Ozmo

Recensioni

Dal 17 settembre al 14 ottobre è tornato, per la terza volta consecutiva in Valle Camonica, Wall in Art – Muri d’arte nella Valle dei Segni, il progetto nato dall’intuizione del Distretto Culturale di Valle Camonica sotto la direzione artistica di Ozmo. Tre murales, dalla bellezza sconcertante, che ho avuto il piacere di vedere di persona in un posto così evocativo. E non poteva essere scelto luogo migliore: il territorio camuno è infatti stato quello che, primo in Italia, ha ottenuto il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’UNESCO per il suo “tesoretto”, unico al mondo, di oltre 250mila graffiti, realizzati a partire dall’VIII millennio a.C.

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Un gallo per una comunità multietnica. Il regalo di Ozmo ai ragazzi di Miami

Foto, Nel Mondo

Dall’Italia agli Stati Uniti la strada è breve. Specie si ti chiami Ozmo, sei uno street artist di formazione milanese e porti tutta la tecnica e la bellezza dell’arte nostrana in trasferta negli States. Dopo San Francisco, infatti, anche la città di Miami ha invitato l’artista a realizzare un grande murale: l’opera che ne è nata è “Grab the cock”, dipinta il 10 dicembre scorso e posta all’interno della scuola elementare Eneida M. Hartner, nel cuore dell’art district di Wynwood. Non una scelta causale: la scuola è infatti frequentata da un melting pot di bambini figli di minoranze che vivono al di sotto della soglia di povertà, mentre il protagonista araldico dell’opera, un gallo, è uno dei simboli più cari alla comunità caraibica e cubana che abita nei quartiere attigui.

Wall in Art, l’arte urbana dove non te l’aspetti

Recensioni, Senza categoria

Andare a fare graffiti in Valle Camonica è un po’ come tornare alle origini: qui, infatti, in quella che viene chiamata Valle dei Segni, che non a caso è stato il primo sito in Italia a ottenere il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco, si conservano ancora oltre 250mila incisioni rupestri, realizzate a partire dall’VIII millennio avanti Cristo. Lo sa bene Ozmo che, dopo la sua ultima fatica tra il vetro e il cemento di San Francisco, ha deciso di puntare al verde dei boschi della provincia di Brescia per organizzare la seconda edizione di Wall in Art, Muri d’arte nella Valle dei Segni. Qui, fino al 29 settembre, assieme ad altri due street artist, la Urban Art raccoglie idealmente il testimone delle popolazioni camune per proseguire, a suon di bombolette, trabattelli e pennelli, la tradizione locale dei graffiti su muro.

Ozmo alla conquista di San Francisco. Ma con l’Europa in testa

Interviste

Ozmo torna negli States, e lo fa in grande stile: “Untitoled” è infatti il murale di 11×24 metri che ha dipinto sulla parete dello storico strip club Mitchell Brothers O’ Farrell Theatre, nel quartiere di Tenderloin, della città di San Francisco. Descritto dallo scrittore e giornalista Hunter S. Thompson come “la Carnegie Hall del sesso pubblico in America”,  questo luogo che dal 1977 è un luogo simbolico della baia è diventato oggi il supporto per la sua opera di Street Art di 270mq.

Blu, Ericailcane e gli altri. A Bologna tanto rumore per nulla?

Foto, In Italia

Niente cioccolatini, rose rosse o massaggi agli oli essenziali. Gli ingredienti del mio ultimo San Valentino sono stati, piuttosto, pioggia, fango e un lungo vagabondaggio assieme al mio (pazientissimo) lui tra la zona universitaria e la periferia a nord di Bologna. Proprio il capoluogo emiliano, da un mese e mezzo a questa parte, è infatti al centro di un acceso dibattito che ha scaldato gli animi della rete (e non solo) su un tema a me caro: la street art, e l’uso incondizionato che dei privati ne possano fare. Ma dopo il bagno di freddo e nebbia in salsa bolognese, la sensazione che ho avuto è che si sia in realtà trattato di un’operazione mediatica un po’ raffazzonata ma (quasi) riuscita.

Il “buon” writing di FlyCat e Ozmo

Recensioni

20.000 Euro di guadagno per 14 opere (di cui un live painting) di due artisti: è quello che FlyCat e Ozmo, leggendari writer della scena milanese e non solo, hanno regalato al Cisom (corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta) di Milano mettendo all’asta le proprie opere lo scorso 5 febbraio al Muba, il Museo del bambino di Milano. Ma la somma raggiunta è stata solo l’apice di un progetto a ben più ampio respiro: “Rise Up! La città che non dorme” è stato infatti ideato dalle giovani volontarie Giorgia Baruffaldi Preis e Giulia Solaro del Borgo per sensibilizzare i più giovani sul tema del volontariato attraverso l’arte di strada.