Le nuove “Isole Metropolitane” di Milano: quando l’arte fiorisce da un ossimoro

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Il binomio “Isola Metropolitana” può generare un certo effetto straniante: da una parte, il richiamo sussurrato di una terra edenica e rigogliosa; dall’altra, il clamore della città. Ma dalla contraddizione ossimorica è fiorito un progetto che ha saputo esprimere e dar forma a questa polarità: le “Isole Metropolitane” in questione sono 8 piloni che sostengono la tangenziale est nel Parco «Maria Grazia Cutuli» di Rubattino (Milano), da qualche giorno non più grigi ma decorati dalle opere degli street artist Irwin e Pao, in un progetto ideato dal pittore Massimo Costantini.

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Una panchina al mese contro la violenza di genere: l’iniziativa di Elica Rossa con Vandalo, Rendo e molti altri

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Di panchine rosse contro la violenza ne abbiamo viste molte. Ma non capita spesso che un’associazione culturale si avvalga della Street Art per dipingere quelle della propria città in modo assolutamente libero e creativo. Eppure a Milano, negli ultimi mesi, succede che l’associazione di promozione sociale Elica Rossa ha assoldato due artisti per decorare tre panchine del Municipio Nove e divulgare così il più possibile la cultura della prevenzione e della lotta alla violenza di genere.

Post Mao, post now, post Pao: la nuova mostra di Paolo Bordino

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Post Mao, post now, post Pao. Con questo esilarante titolo si è chiusa ieri la mostra di Pao alla galleria Il Castello di Milano, un’esposizione che ha proposto al pubblico 18 opere realizzate dall’artista milanese in un arco di tempo che va dal 2012 a oggi, tra tele, vetroresine e sculture urbane. “Inizialmente il sottotitolo doveva essere qualcosa come Post-Verità, Post di Facebook e Posti Smarriti“, si legge nella presentazione del catalogo a opera di Jacopo Perfetti: e in effetti il percorso contiene opere che vanno dal “post” (inteso come “dopo”) 2012 al “post” (inteso come commento) su Facebook, e un po’ di voglia di “postare” (qualunque significato gli si voglia attribuire) viene.

Non solo bombolette e muri: la Street Art cambia (con) la città

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L’ennesimo esame, l’ennesima tesina. Ma questa volta in gioco c’era il mio futuro professionale, quando balbetti “giornalista” alla domanda “cosa vuoi fare da grande?”. E così, anche all’esame di idoneità professionale, ho dovuto stilare un articolo di 6mila battute su qualcosa. Cosa? La Street Art, ovviamente. Ne è uscito un prodotto noto per questo blog (le uniche due interviste sono tratte proprio da queste pagine) ma che ai commissari dell’Ordine dei Giornalisti di Roma è piaciuto molto. Al punto di pronunciare le fatidiche parole: “Congratulazioni, lei è ora una giornalista professionista”.

#StreetForum Per emergere bisogna puntare all’eccellenza

Interviste

Lo scorso 16 marzo ha aperto la sesta edizione milanese di Affordable Art Fair, la mostra mercato di arte contemporanea con pezzi al di sotto dei 6mila Euro. in quell’occasione Pao, che ad AAF partecipa esponendo allo stand G4, ha scritto su Facebook :
“Affordable Art Fair, classifica di quest’anno:
Teschio 50 dipinti
Marilyn 15 dipinti
David Bowie 8 dipinti
Il teschio vince alla grande stracciando tutti i concorrenti e soprattutto Marilyn, dominatrice degli ultimi anni, si piazza terza. New entry è David Bowie, che scalza così Audrey Hepburn dal podio”.
Una battuta, che però esprime un giudizio non solo sulla kermesse ma sull’intera scena contemporanea della produzione. E quindi del mercato.

Gli street artists di via Cesariano

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Al parchetto di via Cesariano i bambini non mancano mai: c’è chi si dondola sull’altalena, chi fa a gara di rigori, chi va in bici sulla terra rossa. Ma i bambini che hanno frequentato ieri la piazzetta avevano un segno particolare che li differenziava dai frequentatori abitudinali e che, assieme, li univa: le loro mani, i loro abiti e le loro scarpe erano tutti sporchi di coloratissima vernice. Quella stessa vernice, spray o a tempera, che è servita ai più piccoli, dai 3 ai 12 anni, per ridipingere il vecchio murales che Pao e Linda avevano qui realizzato anni fa e che, sempre qui, un gruppo di volontari dell’Associazione nazionale antigraffiti aveva incautamente ricoperto durante il cleaning day del 16 maggio scorso.