Con Inward i capolavori della Street Art italiana finiscono su Google Arts & Culture

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4 storie, 160 elementi, 7 visite museo: sono questi i numeri della sezione dedicata alla Street Art di g.co/napoliarte, nata dalla collaborazione tra Google Arts & Culture e Inward Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana nell’alveo del progetto Grow with Google Napoli.

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Il crowdfunding di Inward per l’ “Ultima opera al Parco dei Murales”

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In principio fu Jorit, che nel 2015 realizzò “Ael, tutt’egual song e’criature”: una bambina rom diventata simbolo dell’infanzia di periferia. Poi, nel luglio dello stesso anno, arrivarono Zed1 con “A pazziella ’n man’e criature” e Rosk e Loste con “Chi è vulut bene, nun s’o scorda”. Il 2016 è stata la volta di Mattia Campo dell’Orto con un’opera che ha preso spunto, per i volti ritratti, da quelli degli abitanti della zona: un’opera dedicata a Giambattista Basile e alla sua opera “Lo Cunto de li Cunti“, mentre l’ultima in ordine è stata, quest’anno, “A Mamm’ ‘e Tutt’ ‘e Mamm’” di La Fille Bertha.