Mosaici di Invader rubati a Parigi. I ladri: “Siamo del Comune”

Nel Mondo, Recensioni

In un recente articolo della pagina romana de la Repubblica si legge: “Street art, spariti i mosaici dei marziani di Invader”, con particolare riferimento all’Esquilino. Tutto vero, con tanto di testimonianza di una pagina Facebook legata ai fatti di zona e di supposizioni in stile Sherlock Holmes sul reo del “recente” furto. Ma quello che forse i colleghi romani non sanno (o, visto il caldo, fingono di non sapere) è che le opere di Invader sono iniziate a sparire dalla Capitale nel 2010/2012. E che ora, checché ne dicano i media italiani, la vera notizia è un’altra: interessa ancora Invader, ma nella città di Parigi.

Annunci

Nuovo murale di Combo a Parigi. “Macron e Trump? Due bambini”

Interviste

Appena l’ho visto sui media italiani (senza che gli si facesse alcuna menzione) ho subito esclamato: “Combo!”. E infatti l’artista autore del murale comparso due settimane fa a Parigi e raffigurante Macron e Trump post rifiuto americano sugli accordi di Parigi è proprio lui.

Brandalism, l’anti-pubblicità sbarca al Cop21

Interviste, Nel Mondo

Immaginatevi la foto di una macchina con il marchio della Volkswagen ben in vista e la scritta: “Ci spiace che siamo stati beccati. E ora che siamo stati beccati, stiamo cercando di farvi credere che ci teniamo all’ambiente”. O quella di una bella hostess di Air France che poggia l’indice alla bocca e, sotto, lo slogan “Contrastare il cambiamento climatico? Certo che no, siamo una compagnia aerea. La crescita economica è molto più importante della salvezza del pianeta. Quindi continueremo a corrompere i politici e a emettere gas serra. Ma tenetevelo per voi”.

Sauvons la rue Dénoyez!

Recensioni

C’è chi dice che per trovarla basta “avere naso”: scesi alla stazione Belleville della linea due della metropolitana di Parigi, infatti, bisogna girare a destra e seguire l’odore chimico delle bombolette spray. Una volta conclusa la scia di odore, là ci si ritroverà in rue Dénoyez, la strada che a Parigi rappresenta il cuore pulsante della street art non solo capitolina ma dell’intera Francia. Non a caso rinominata la rue du graff, la via dei graffiti, quella che attraversa il ventesimo arrondisement rischia però di diventare la rue du gaffe. Quale gaffe? Quella di distruggere uno dei templi della street art per fare posto all’edilizia sociale.

Information in Paris is made on walls too

Nel Mondo

In mutilated press freedom Paris, alongside the eight killed in preparing the satirical newspaper Charlie Hebdo, other journalists are now struggling for a fress and accessible to all information. As the director Stephan “Charb” Charbonnier, as cartoonists Jean “Cabu” Cabut, Georges Wolinski, Bernard “Tignous” Verlhac, Michelle Renaud, Philippe Honoré, Mustapha Ourad and as economist Bernard “Oncle Bernard” Maris (not forgetting the two policemen and caretaker killed and 11 others wounded in the morning of January 7, 2015), freelance photojournalists Pierre Terdjman and Girette Benjamin have decided to make their voices to be heard too.

A Parigi l’informazione si fa (anche) sui muri

Nel Mondo

Nella Parigi dalla libertà di stampa mutilata, a fianco degli otto uccisi nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, altri giornalisti da qualche tempo lottano per un’informazione libera e alla portata di tutti. Come il direttore Stephan “Charb” Charbonnier, come i vignettisti Jean “Cabu” Cabut, Georges Wolinski, Bernard “Tignous” Verlhac, Michelle Renaud, Philippe Honorè, Mustapha Ourad e come l’economista Bernard “Oncle Bernard” Maris (senza dimenticare i due poliziotti e l’addetto alla portineria uccisi e gli altri 11 feriti nella mattinata del 7 gennaio 2015), anche i fotogiornalisti freelance Pierre Terdjman e Benjamin Girette hanno deciso di far sentire la loro voce.