“My good old habits”, ecco le buone vecchie abitudini di Joys e Peeta

Interviste

Vizi, consuetudini, routine quotidiana. Attenersi alle proprie abitudini, senza mai cambiarle, è nella natura umana. Anzi, la pigrizia di mettersi in discussione e la paura di tradizioni altrui, che possano destabilizzare il nostro credo, non permettono il miglioramento della nostra condizione, e tutto ciò che ai nostri occhi appare nuovo e diverso viene allontanato e raramente adottato. Ma cosa succede se a incontrarsi e a mettersi in discussione sono due writer, mostri sacri del genere in Italia?

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Lettere, in mostra a Genova un pezzo di storia del Writing italiano

Recensioni

In origine fu il bubble style, considerata la prima tecnica per la velocità con cui si possono realizzare lettere tondeggianti: solitamente utilizzata per realizzare trow-up, venne creata dal celebre Phase 2. Poi venne il wild style, una forma intricata di graffiti, cui si aggiungono frecce e collegamenti tra le lettere: considerata la forma di writing più difficile da realizzare (oltre che da interpretare per i non writer), il termine venne coniato da Tracy 168. Infine ci fu il 3D, che sviluppa la profondità delle lettere conferendo tridimensionalità al graffito: spesso usato per abbellire le lettere semplici, questa tecnica venne ideata da Priest 167 e realizzata per la prima volta su muro da Pistol 1.