Al Tempio del Futuro Perduto appaiono i volti di Giulio Regeni e Valeria Solesin, opera di Rosk e Loste

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Era gennaio e nel freddo di un luogo che stava ancora costruendo la propria identità ci siamo chiesti: “Quali potrebbero essere le persone che meglio rappresentano il Tempio del Futuro Perduto?”.

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Il crowdfunding di Inward per l’ “Ultima opera al Parco dei Murales”

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In principio fu Jorit, che nel 2015 realizzò “Ael, tutt’egual song e’criature”: una bambina rom diventata simbolo dell’infanzia di periferia. Poi, nel luglio dello stesso anno, arrivarono Zed1 con “A pazziella ’n man’e criature” e Rosk e Loste con “Chi è vulut bene, nun s’o scorda”. Il 2016 è stata la volta di Mattia Campo dell’Orto con un’opera che ha preso spunto, per i volti ritratti, da quelli degli abitanti della zona: un’opera dedicata a Giambattista Basile e alla sua opera “Lo Cunto de li Cunti“, mentre l’ultima in ordine è stata, quest’anno, “A Mamm’ ‘e Tutt’ ‘e Mamm’” di La Fille Bertha.